Quale icona musicale per un pensiero non conforme?

domenica 15 giugno 2008

Giro dei quartieri..Fornaci



In visita ai quartieri di Savona....destinazione Fornaci
Sabato 21 Giugno, alle 0re 10, presso i Giardini Isola della Gioventù incontrò la cittadinanza e faremo un giro del quartiere per conoscerne meglio i problemi.
Tutti sono benvenuti!

Italia-Francia...Il calcio e il dramma...



Marted' 17...Ancora una volta...Italia-Francia


Italia-Francia...Per la quarta volta in dieci anni, in competizioni ufficiali.
E mai sono state partite ininfluenti, o dominate senza storia, o noiose.
Mondiali del 1998...quarti di finale...si va ai rigori...e una traversa di Di Biagio ci manda all'inferno e proietta loro nel cammino verso la vittoria.
Europei del 2000: finale, l'Italia domina e sbaglia, si fa colpire al 90 e affondare al Golden Goal. Mondiali del 2006: finale, partita di fuoco, finisce nuovamente ai rigori, ma questa volta il cielo è Azzurro e non bleu.

Per la fredda legge dei numeri: 2 a 1 per loro.
Italia-Francia è dramma, lacrime, sangue, gioia, urla.
E' la sfida tra chi non è mai riuscito ad amarsi troppo, e a non volersi proprio capire.
Martedi', per l'ennesima volta, dentro o fuori: non ci saranno mezze misure, si lotta per la sopravvivenza. In queste condizioni, usualmente, il genio italiano da il meglio di sè e porta il cuore oltre le stelle. Dobbiamo pareggiare i conti.

Italia-Francia non è solo una partita. E' il ciclicizzarsi di un dramma, che sa rendere affascinante anche qualcosa, come il calcio, che ultimamente sa solo annoiare
Da Giulio Cesare ed Asterix a "A chi la Corsica? A Noi" l'eterna tenzone prosegue, ora sul campo da calcio, ma si sa...in guerra e nel pallone, tutto è permesso...

If Ireland says "No"




Il no Irlandese all'Europa...


Giunge un no, inatteso solo tra le mura chiuse dei palazzi del potere
E' un grido, agli occhi dei politici e dei finanzieri che ignorano il prezzo del latte, barbaro e cruento.
Un grido che giunge da una terra che ha già respinto, col sangue dei suoi figli, le mani dell'oppressione, e ora lo fa con lo strumento piu' democratico, che i democratici ora disconoscono: il voto, e la maggioranza popolare.
Su tutte, le dichiarazioni di Carlo Azeglio Ciampi, stumento della peggiore tecnocrazia finanziaria Europea, che ha accusato gli Irlandesi di "voto ignorante".
Una vecchia solfa, questa: il popolo va bene finchè si adegua e vota come fa piacere; dopodichè adieu e il popolo torna ad essere coglione e incolto.
Non è un caso che il "No" a quest'Europa (perchè è bene precisarlo: a questa Europa) venga da un popolo che ha radice identitarie piantate in secoli di storia nazionale.
Radici che non sono quotazioni di borse, parametri economici, regolamenti e direttive.
Radici religiose, in un'Europa che nega ogni riferimento alla trascendenza e al Divino.
Radici non omologabili, in un'Europa incapace di riconoscere le differenziazioni culturali.

Radici di appartenenza, in un'Europa che si apre a ogni dove dimenticando la sua storia dentro di sè.
Dai prati dell'Irlanda, passando per le sue Chiese, le sue scogliere e le sue croci, s'alza un grido, che non deve rimanere inatteso.
Quest'Europa, capace solo di affamare i popoli con i suoi meandri burocratici è destinata a fallire.

Serve un Europa essenziale: forte militarmente non meno che economicamente, che faccia delle diversità una ricchezza, che dia risposte ai pianti delle sue genti, che sia fortezza e baluardo di identità.
Un'Europa forte nella pace, garante di sicurezza interna ed esterna, di speranza e di futuro.
Non è difficile: quest'Europa deve solamente essere sè stessa...